Nato a Napoli nel ’73, figlio d’arte ma eterno autodidatta, Mariano Greco disegnerà per tutta la sua vita.
I primi sei anni passarono tra la camera oscura per la stampa fotografica e lo studio di pittura del padre. Tra l’odore della trementina, colori ad olio, miniature, tele e gigantografie pinzate a fili volanti come lenzuola, registrò inconsciamente nella sua anima l’arte di tradurre su tela e carta fotografica gli impulsi creativi interiori.
Un’accademia in prima fila negli anni più fertili della sua esistenza, che terminò quando il padre decise di dedicarsi esclusivamente all’ insegnamento scolastico.
La famiglia si trasferì, finirono i laboratori di fotografia e pittura; rimasero il disegno, compagno di sempre, e Valerio, il fratello tanto atteso.
Turbolenza, inquietudine e tempi incerti accompagnarono l’adolescenza. Sfociarono nella creatività, sua fonte vitale, che nonostante il percorso di studi intrapreso al di fuori del contesto artistico, avrà il suo momento culmine negli anni de “Il Particolare“, impresa artigiana di proprietà del settore arredamento ed oggettistica.
“Il Particolare” rappresentò sette anni irrefrenabili di inusitate idee, progettazione, produzione e distribuzione di una nuova linea di creazioni in pietra e legno, caratterizzate da un design morbido, intagli, incastri ed intrecci di materiali diversi. Presero forma estroversi oggetti per la casa, originali mobili e complementi d’arredo.
Il sogno si scontrò con la realtà del posto e del momento dei primi anni duemila, ne pagò il prezzo ed “Il Particolare” chiuse.
Dal quel momento le possibilità di esprimersi si limitano al tempo libero, durante il quale seguendo un percorso guidato dalla curiosità matura il suo apprendimento da autodidatta.
Tele, tavole, disegni e strane creazioni di riciclo prendono forma con un genere contemporaneo, con ispirazioni ed influenze provenienti dal mondo esterno, dal quotidiano, dal passato.
Sociale, mente e anima si mescolano, si mostrano come scatole, viaggi di informazioni, contenitori, ridondanze, colori fluorescenti, bianco e nero.
Stili e tecniche ricavate dagli errori, sperimentazione e volontà di distaccarsi da una realtà di apparente perfezione delle cose e delle prospettive, sono il riflesso del suo animo nomade, ribelle ed eclettico.
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